Vogliamo stare a guardare l’invasione del continente?

Invitiamo tutti coloro che hanno a che fare coi giudici togati a ricusare le loro azioni, il loro operato e la loro figura, in tutte le circostanze utili. Non è necessario presentarsi in Tribunale ma ricusarli con scritti, tramite raccomandata, perché giudici corrotti, mercenari, ipocriti e lestofanti, curanti esclusivamente dei propri interessi economici, mercenari al soldo del potere corrotto e massone. Ricordiamo che i magistrati sono impiegati di una azienda privata, dipendente da un’altra azienda privata, senza alcuna giurisdizione sul popolo e hanno prestato un giuramento invalido perché fatto nei riguardi di una istituzione fittizia e non tangibile, oltre che praticamente malavitosa. I magistrati, complici di un governo fantoccio, precluso e lestofante, stanno permettendo quotidianamente, alcuni tra i peggiori crimini che l’umanità conosca ovvero: l’alto tradimento delle ex figure istituzionali verso il popolo, l’istigazione al suicidio; l’invasione preordinata, programmata e decisa dai vertici internazionali col beneplacito consenso delle ex istituzioni italiane, da parte delle popolazioni Africane (Gustavo Rol predisse nel 1991 che l’Italia, nel 2020, che è alle porte, sarà composta per il 60% di individui di colore, è di poco la notizia che 2 milioni di individui stanno aspettando sulle coste africane il miglioramento delle condizioni meteo per intraprendere la traversata); commercio illegale di ogni sorta da parte degli extracomunitari; ecc. L’Italia è destinata ad essere cancellata da questi terroristi con la complicità di tutti gli uffici istituzionali acclusi. Sardi, avete finito di rompere le uova nel paniere al vostro confinante? Volete salvarla questa terra dall’invasione? Volete continuare ad essere presi per i fondelli da quattro ebeti? Se si, incominciate ad alzare il sedere da quella sedia davanti al pc e adoperatevi, uniti, per questa causa a meno che non vogliate sentir chiamare i vostri nipoti Abdul, con tutto il rispetto per le popolazioni africane.

Le Guardie Popolari informano e denunciano quanto segue: Ordine di infierire sugli individui che hanno dichiarato la propria Sovranità.

Oggi un conoscente mi ha riferito che è venuto a conoscenza, tramite un agente di polizia, che gli operatori di pubblica sicurezza hanno ricevuto ordini verbali dai diretti superiori di infierire sugli individui che hanno dichiarato la propria Sovranità. Questi ordini verbali lasciano il tempo che trovano, in quanto non supportati da alcuna norma, tanto meno da una Legge, e per Legge intendo quella vera ossia, quella Naturale e Comune. D’altronde non potrebbe essere altrimenti. Quindi mi riferisco agli operatori di sicurezza, attenzione a quello che fate, perché ne risponderete personalmente, non solo davanti alla Legge ma anche davanti al creato e alla sua giustizia, il karma che ne deriverebbe per voi sarebbe pesantissimo, piuttosto, se qualche superiore tenta di imporvi delle azioni illegittime chiedete loro di porvi gli ordini per iscritto, così da assumersi la responsabilità di ciò che ordina. Certa gentaglia non vuole perdere i privilegi che ha ottenuto abusando nel tempo del proprio potere assunto con la furbizia e l’inganno. Inoltre, vi faccio presente che, seppur in ritardo, quando il giudizio e l’azione del popolo arriverà, sarà implacabile, per cui riflettete bene su ciò che fate e decidete sin da ora da che parte stare, se da quella del potere o da quella del Popolo di cui siete parte integrante. Sappiate, inoltre, che molti dei vostri colleghi sono già dalla nostra parte e non potrebbe essere altrimenti, dato che come molti altri cittadini non riescono più a campare la propria famiglia o si trovano con vessazioni di ogni genere da parte di quello stesso sistema che pensano di servire, con vessazioni di ogni sorta, perché il sistema non guarda in faccia a nessuno. Informatevi non rimanete nell’ignoranza. Grazie a questa il potere vi ha sempre manovrato come burattini. Andate a verificare cosa fa di voi quando non gli servite più. Vi hanno preso a calci nel sedere sin dal giorno dell’arruolamento e arrivano anche a eliminarvi fisicamente se questo è il loro volere, vedasi la morte del carabiniere Luis Miguel Chiasso e di molti altri prima di lui. Perciò svegliatevi, qui si combatte anche per il vostro futuro di libertà e giustizia.

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Perché ho smesso di fare l’avvocato.

Lettera di Paolo Franceschetti.

Perché preferisco insegnare il diritto teorico, ovverosia un’utopia, piuttosto che praticarlo.

Perché per secoli la giustizia ha sempre condannato povera gente, contadini, schiavi, poveri, e mai i ricchi, i nobili, i potenti. E oggi non è diverso. A essere condannati sono ragazzi tossicodipendenti, contadini, spazzini, casalinghe, senzatetto, malati di mente, al massimo qualche studente. Mai politici, magistrati, architetti, avvocati, notai, agenti dei servizi segreti, poliziotti, carabinieri. Quelli, al massimo, si “suicidano”.

Perché mi hanno sempre offerto di più per non difendere alcuni clienti che per difenderli, ove normalmente non si ricava nulla.

Perché la stragrande maggioranza degli avvocati e dei magistrati il diritto non lo conosce. E in fondo fa bene, perché il diritto non viene mai applicato veramente.

Perché la difesa dei deboli non è mai stata possibile nei secoli scorsi, e non si poteva pensare che dopo millenni di soprusi il cambiamento di un sistema legislativo potesse comportare anche un cambiamento di mentalità.

Perché non ci sarà mai una vera giustizia finché non verrà applicato quell’articolo del codice deontologico secondo cui l’avvocato ha il dovere di dire la verità e di collaborare col giudice per la ricerca della verità, ma questo presuppone:
– che i magistrati cerchino la verità e non il proprio interesse, cosa allo stadio attuale dell’evoluzione umana impossibile;
– che gli avvocati non colludano col cliente che delinque.

Perché nessuno vuole che la giustizia funzioni veramente, e quindi ogni riforma non fa che peggiorare il sistema già traballante, in quanto tra le tante falle del sistema, si insinuano e camminano spediti i corrotti, i criminali, i favoriti.

Perché nelle cause più importanti ho sempre vinto dove avevo torto e perso dove avevo ragione.

Perché in Italia (ma anche all’estero) non c’è mai stato un vero processo per strage, o per un delitto grave, in cui si sia saputa la verità.

Perché le leggi sono fatte da chi commette i crimini più innominabili, e quindi sono già pensate in anticipo per mandare assolti i colpevoli.

Perché volevo fare l’avvocato per difendere i più deboli, ma poi ho scoperto che spesso il debole non vuole comunque essere difeso veramente e che la vittima spesso collude senza saperlo con il suo persecutore.

Perché molti avvocati sono molto più criminali dei criminali che difendono, e i giudici sono molto più criminali dei criminali che condannano.

Perché la situazione, oggi, non è diversa da quella descritta da Khalil Gibran un secolo fa; ma del resto è la stessa situazione che esisteva millenni fa.

Perché finché ogni giurista troverà normale che sia punito l’omicidio ma si possa andare in guerra a fare milioni morti, che sia punito il furto ma si possano depredare i cittadini di milioni di euro, nessun sistema giuridico potrà mai essere chiamato “giustizia”.

Perché se non cambia la società è inutile cambiare il diritto.

Fonte : http://paolofranceschetti.blogspot.it/2014/11/perche-ho-smesso-di-fare-lavvocato.html

Se non abbiamo Corti fondate e gestite dal popolo…

“…piuttosto che dai Giudici corruttibili, allora non avremo Repubblica … . La nostra Costituzione e la nostra Nazione crescerà o decrescerà a seconda dell’indipendenza dei nostri tribunali.”

John Hancock (1777), uno dei padri fondatori della Repubblica americana.

Il Diritto è una forzatura! Trattasi di un’antica arte occulta, di stampo satanico, proveniente da una delle Gilde formate dalla Famiglia Medici nel XIII Secolo, i cui rappresentanti odierni (magistrati) non sono altro che i discendenti dell’inquisizione cattolica romana, sotto mentite spoglie, in una rivisitazione moderna per meglio mimetizzarsi, in veste di amministratori dei confessionari (confessione e penitenza = giudizio e condanna). Le vesti nere, indossate dai giudici, rappresentano il culto satanico di Baal, anche conosciuto come Saturno o Satana, per gli occultisti il pianeta delle prove e il dio degli inferi.

I cinque anni di studi presso le Università italiane, per lo più gestite dalla massoneria, rappresentano l’indottrinamento e il condizionamento dei laureandi in giurisprudenza, ai quali viene effettuato il lavaggio del cervello per iniziarli all’arte occulta del diritto, che si configura con l’atto finale del diploma di Laurea, vero e proprio rito iniziatico di loggia. Difatti, l’arte del Diritto è riservata a pochi conoscitori di tale culto, precluso alla massa.

Dulcis in fundo, i Tribunali non sono organismi appartenenti alla Pubblica Amministrazione ma enti di diritto privato, che nulla hanno a che vedere con lo Stato, così come anche i loro impiegati. Gli avvocati, come i magistrati, sono iscritti a Ordini annessi a Società di gestione con sede negli Stati Uniti d’America, Paese della quale l’azienda Italia Repubblica S.p.A. risulta esserne ramo aziendale con relativi annessi e connessi. Il giuramento dei magistrati e degli avvocati non ha alcun valore giuridico, in quanto diretto all’azienda Italia Repubblica S.p.A. e al suo Direttore ossia, il Presidente della Repubblica, e come ogni buona azienda l’Italia stila, ogni anno, il proprio bilancio finanziario.

Oggigiorno i giudici possono essere ricusati dal Popolo in ogni loro provvedimento perché vi è la presenza di un interesse proprio, dato dallo scopo di ottenere la retribuzione e non dal più elevato fine di giustizia. Inoltre, anche nel momento in cui cadono in disonore cioè, ogni qual volta interagiscono con un individuo trattandolo, con l’inganno, da soggetto giuridico (nome legale anagrafico) e non da essere umano quindi, individuo fisico in carne, sangue, spirito e anima.

Con questa iniziativa quindi, abbiamo dato corso alla realizzazione del primo Tribunale Popolare nella Penisola Italica e in particolare nell’Isola di Sardegna, dove la sede è prevista nella cittadina di Oristano, in apposita zona centrale per motivi strategici.

In questa prima fase organizzativa stiamo, tra le altre cose, aprendo le candidature dei giurati che dovranno essere, uomini o donne, rigorosamente Sovrani dichiarati, di età non inferiore ai sedici anni. Il limite di ¼ rivolto ai professionisti del Diritto Positivo è stato rimosso, purché anch’essi Sovrani dichiarati, perché l’investitura sarà assegnata tramite estrazione per ogni udienza.

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Il punto fondamentale della questione è quello di stabilire una giuria a conduzione “Common Law” per impedire la manipolazione della legge e della giustizia da parte di soggetti non responsabili o con interessi di parte.

I primi princìpi della “Common Law” stabiliscono la legittimità generale e la legalità. Questo valido sistema genera tribunali con il potere di proteggere il popolo nel suo insieme per perseguire e incriminare le persone e le istituzioni che minacciano la comunità e per realizzare non solo un giudizio sulle loro persecuzioni, ma per stabilire un nuovo assetto politico e spirituale per annullare i sistemi responsabili di crimini intergenerazionali contro l’umanità.

Questa opportunità fornisce gli strumenti e la formazione per quelli che desiderano passare dalle parole ai fatti, contro la tirannia aziendale globale e tutti i suoi complici.

Facciamo parte di un crescente movimento per la creazione di una nuova società libera all’interno del guscio del vecchio paradigma, che consentirà alla Legge di agire tramite tutti gli individui e non a una cricca di specialisti giudiziari e dei loro amici. Questa nuova società sta emergendo in ogni atto di coraggio e integrità grazie a noi che sappiamo qual è la posta in gioco, per i nostri figli e il futuro della nostra specie.

“L’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene”.

Questo fatto è cambiato poco nel corso dei secoli. Ma le catene dell’oppressione su gran parte della nostra specie sono state forgiate attraverso le armi della violenza e dell’ignoranza, e possono essere annullate.

Molto prima che i governanti influenzassero l’umanità, uomini e donne, coi loro usi, consuetudini e norme, stabilivano tra di loro i rapporti, al fine di garantire la pace e la libertà, come libere persone autonome. Si era fatto in modo che da un riconoscimento intrinseco di un diritto naturale di uguaglianza o di una legge divina, nessuno potesse avere il diritto di dominare sugli altri, di cogliere più della creazione di un altro, o di possedere una determinata parte del mondo rispetto a tutte le altre persone.

È il Principio della creazione divina che ogni bambino che nasce è dotato di libertà inalienabili che nessuna autorità, legge, governo o religione possono diminuire o abolire. Qualsiasi potere che tenta di farlo è tirannico e illegittimo, anche se funziona secondo le sue leggi. Tale tirannia è una negazione dell’ordine naturale e un attacco alla divinità e all’umanità.

Due grandi principi riassumono questa legge naturale:

Tutte le cose esistono e sono tenute in comune. Con lo stato di natura, nessuno ha più pretese per la terra di un altro, come notato da uno dei fondatori del diritto moderno, Thomas Hobbes:

“Ho dimostrato in primo luogo, che allo stato naturale degli uomini (che stato si può correttamente chiamare lo stato di natura), tutti gli uomini abbiano uguale diritto a tutte le cose” (Leviathan, 1651);

La legge non fa male a nessuno. (Actus Regis Nemini Facit Injuriam) derivanti dai Dieci Comandamenti e la legge di Dio per non fare del male al prossimo, questo principio costituisce la base del diritto moderno.

John Stuart Mill articola questo principio in On Liberty, dove sostiene che, “L’unico scopo per cui il potere può essere legittimamente esercitato su qualsiasi membro di una comunità civilizzata, contro la sua volontà, è quello di evitare che causi un danno ad altri” (1869).

Un’idea equivalente è stata in precedenza affermata nella Dichiarazione francese dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 come “La libertà consiste nella libertà di fare tutto ciò che non nuoce nessun altro; quindi l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo non ha limiti se non quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento degli stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla legge

Questa legge naturale esiste per mantenere la pace naturale e l’equità tra le persone e il loro scudo e protezione contro il dominio ingiusto, piuttosto che una forza su di loro. All’interno delle antiche tradizioni delle comunità tribali, soprattutto nel mondo anglosassone, questa legge si è evoluta in quello che divenne noto come la consuetudine “Common Law” o la legge della Terra. Ha forti echi nei costumi dei popoli indigeni di tutto il mondo.

Ecco una sintesi di base della natura della vera “Common Law” contro la legge arbitraria.

Libertà Naturale e Base di Giustizia comuni: Principi fondamentali

1. ogni uomo, donna e bambino nasce ed è per natura libero, uguale e sovrano, e possiede una conoscenza intrinseca di ciò che è vero e giusto. Di conseguenza, nessuno può essere subordinato ad un altro o a qualsiasi autorità esterna, dal momento che la saggezza intrinseca di ogni persona e di libertà li rende creazioni complete e sufficienti in sé, all’interno di una più ampia comunità di eguali;

2. tale sovranità personale è un riflesso della legge naturale più vasta, per cui tutta la vita per natura è indivisibile e messa in comune per la sopravvivenza e la felicità di tutti. In ogni società giusta, questa comunanza dota tutte le persone del diritto inalienabile di stabilire tra loro il proprio governo, e difendersi contro ogni tirannia o violenza, compresa quella inflitta da autorità esterne. Qualsiasi autorità che governa ingiustamente e arbitrariamente, senza il consenso libero e globale del popolo, ha perso il suo diritto a governare e può essere legittimamente rovesciata. “governo ingiusto non è il governo, ma la tirannia” (Platone);

3. la presente legge naturale comporta consuetudine di diritto comune il cui scopo è quello di proteggere le libertà inerenti la sovranità di uomini e donne in una comunità, mantenendo l’equità e la pace tra di loro. La Common Law deriva la sua autorità dal popolo stesso, e dalla capacità delle persone di sapere ciò che è giusto e di giudicare giusto o sbagliato per loro stessi. Questa capacità è espressa in un sistema di giuria di dodici persone liberamente scelte, che sono il giudice ultimo e l’autorità in base alla legge comune e dei suoi tribunali;

4. storicamente, la Common Law è sorta in Inghilterra dopo la conquista normanna dell’11° secolo come baluardo a difesa del popolo contro il dominio arbitrario di élite autoproclamate, in particolare monarchi e papi. L’autorità di queste élite è di derivazione innaturale, dalla guerra, dalla conquista violenta e il furto della terra, piuttosto che, alla sua base, dal consenso della comunità e dalla legge divina della pace e dell’uguaglianza. Questa regola elitaria è sorta più forte durante l’Impero Romano e il suo discendente, la Chiesa di Roma, sotto la cui credenza di “dio” è divenuta una dominatrice e conquistatrice “domine“, e tutte le persone sono “soggette” al Papa;

5. tale regola basata sulla conquista delle élite papali e regali ha dato luogo a un sistema giuridico chiamato Civile o Diritto Romano, con la convinzione che gli uomini e le donne non sono dotati della capacità di autogoverno e di saggezza. Ogni legge e autorità deriva quindi dall’esterno, da statuti ideati e imposti da un ordinamento, sia esso un Papa, un monarca o un governo. Questo sistema sviluppato dalla filosofia aristotelica e dal diritto di proprietà romano in cui la creazione è divisa e gli esseri umani sono trattati come beni mobili e questi beni di proprietà di altri, e sono quindi privi di libertà inerenti. La gente è così, in tutti i sensi, schiava, tagliata fuori dal mondo e data liberamente e comunemente a terzi. Questo sistema schiavistico classifica e categorizza tutte le persone, e le finanze limitato le “libertà” (freithoms, o privilegi di schiavi) che vengono definiti e limitati attraverso statuti emanati dai governanti;

6. le leggi comune e civile (romana) sono quindi fondamentalmente contrarie e sono in guerra tra loro. Esse non possono essere riconciliate, dal momento che derivano da due completamente diverse nozioni di umanità e di giustizia: la Common Law conosce la vita come un dono gratuito dato ugualmente a tutti, mentre sotto di diritto civile, la vita è un privilegio condizionale, e l’umanità è una popolazione gestita sotto schiavitù. Di conseguenza, i governi operano in pratica secondo il (statuto) Diritto civile e denigrano o ignorano la Common Law del tutto attraverso la regola dei tribunali e giudici denominati oscuri;

7. la forma più estrema di base dell’élite del Diritto Romano civile è quella che viene chiamata papale o diritto canonico, che definisce la Chiesa di Roma come unica autorità legittima in terra a cui tutte le altre leggi, le persone e i governi, sono subordinate. Il diritto canonico è autonomo e completamente irresponsabile verso chiunque, tranne se stesso. Dietro la facciata della retorica cristiana, si nasconde il cattolicesimo quale culto neo-pagano in base al sistema dell’imperatore e del culto romano della fine del 3° secolo, conosciuto come “Sol Invictus”, in cui il titolo di sovrano “Dio e Master” (Deus et Dominus) governa il cielo e la terra: in particolare, il Papa. Questo culto tirannico non ha sorprendentemente causato meno di altri la guerra, il genocidio, la conquista e l’omicidio di qualsiasi potere nella storia umana, e continua a costituire singolarmente la più grande minaccia per la Common Law e la libertà umana;

8. la Chiesa di Roma è stata la prima ed è la società più antica del nostro pianeta: un soggetto giuridico progettato per la protezione dei tiranni, che annulla la responsabilità individuale e la responsabilità delle élites per qualsiasi crimine o conquista che commettono. Da Roma e il Vaticano incluso è diffuso il contagio che minaccia ora di distruggere il nostro pianeta e la nostra vita, come inspiegabile oligarchia aziendale sovvertitrice ovunque della libertà e la salute del nostro pianeta subordinando tutta la vita al profitto e al potere;

9. in questo momento di conquista monopolistica e la sua sottomissione dell’umanità, un contro-movimento sta sorgendo per riaffermare il proposito divino e il suo funzionamento attraverso la Legge Comune, e per ripristinare la terra e l’umanità al loro essere naturale come un corpo unico. Questo movimento viene predetto biblicamente e nella profezia, come il momento in cui tutte le persone sono tornate alla loro uguaglianza naturale, priva di tutte le divisioni, i privilegi e l’oppressione, per vivere in armonia con il creato e l’un l’altro;

10. questa restaurazione dell’umanità è uno scopo divino, e comincia attivamente delegittimando tutte le autorità e le istituzioni derivanti dal diritto civile romano esistente, e la loro sostituzione con una nuova amministrazione della giurisdizione in Common Law. La creazione di tale nuova autorità di legge naturale tra una umanità liberata è lo scopo fondamentale dei Tribunale comuni.

La verità è che nella vita di tutti i giorni, le persone in tutto il mondo utilizzano e si basano sulla Common Law nel vivere e lavorare insieme. È semplicemente il modo intrinseco in cui le persone conducono i loro affari insieme. Paragonarlo alle radici che legano le comunità umane insieme incondizionatamente per sostenere la vita, la dignità e il benessere di ogni uomo, donna e bambino. Queste radici sono particolarmente necessarie e fondamentali di fronte a poteri tirannici che cercano di sovvertire tale libertà naturale.

Le associazioni Common Law garantiscono consolidato rispetto e protezione reciproci contro la minaccia permanente e gli arbitrari sforzi dei governanti per sfruttare gli uomini e le donne nella disposizione innaturale e piramidale nota come lo Stato. Ecco perché ogni governo e religione cerca di annullare la Common Law con la propria autorità e i propri statuti, al fine di ridurre ovunque i popoli liberi allo status di regime di schiavi, fiscalmente obbedienti, pagando retribuzioni che servono una cricca dominante.

Estendere il nostro regno di diritto comune, quotidianamente, in tutti i settori della vita, significa sfidare la regola arbitraria di quelle cricche, e di tutti i regimi di livello statale. Ma il fatto stesso che sia la nostra Legge, della stragrande maggioranza dell’umanità, significa che ha solo bisogno di essere costantemente praticata da un numero sufficiente di noi perché l’autorità arbitraria incominci a sgretolarsi.

Usiamo la Common Law, semplicemente utilizzando e basandosi su di essa, in tutte le sfere della vita. E questo significa, in primo luogo, attraverso il funzionamento dei Tribunali comuni competenti, definizione assoluta e definitiva su ogni aspetto della nostra vita e delle comunità.

Oggi è nato il sito del Tribunale Popolare della Legge Naturale e Comune.




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