Corti Popolari nel Mondo

Articolo web del 09 febbraio 2013 di Alfredo D’Alessandro

Fonte originale: Messico tribunali popolari

La giustizia fai da te si sta diffondendo in Messico, uno dei paesi a più alto tasso di criminalità del mondo. La scorsa settimana nel comune di Ayutla, nello stato di Guerrero, sono stati inaugurati i primi processi dei tribunales del pueblo, veri e propri organi giudiziari creati dalla comunità locale per punire delitti legati al crimine organizzato come omicidi, sequestri, estorsioni e traffico di droga.

Giovedì 31 gennaio, nella piazza Mesòn di Ayutla, sono iniziati i processi contro 54 persone detenute presso le carceri comunitarie. I cittadini di questo comune messicano, di fronte all’inerzia delle autorità statali, hanno deciso di fare da sé e punire i responsabili dei crimini. Il giudizio emesso è paragonabile quasi ad un rituale tribale e prevede pene e sanzioni secondo gli usi e le tradizioni della popolazione locale, per la maggior parte membri della comunità indigena mixtecos.

Quello di Ayutla non è un caso isolato. Ad ispirare la nascita dei tribunali popolari è stata l’iniziativa di un altro comune, quello di Cheràn, nel Messico centrale. L’anno scorso gli abitanti del posto – anche qui in maggioranza indigeni – hanno deciso di auto organizzarsi per combattere la deforestazione illegale messa in atto dalla criminalità organizzata. I cittadini si sono sostituiti ad una polizia corrotta e inefficiente fino a diventare un punto di riferimento in fatto di sicurezza. Il consiglio comunale di Cheràn non ha potuto fare altro che consentire questa forma di autodifesa popolare adottata dalla comunità.

A creare i tribunali popolari di Ayutla è stata la Uniòn de pueblos y organizaciones del estado de Guerrero (Upoeg), un’organizzazione che riunisce le comunità indigene della Costa Chica. L’esistenza di gruppi parastatali che garantiscono la sicurezza pubblica, organizzati in ronde e forze di sicurezza comunitarie, è comune in questa zona del Messico invasa dai cartelli del narcotraffico e quasi dimenticata dallo Stato. Qui la polizia comunitaria è nata nel 1995 a Santa Cruz del Rincòn nella regione del Montana de Tlapa, una delle più povere dello Stato. La celebrazione dei processi popolari rappresenta però una novità assoluta per lo stato di Guerrero e il fenomeno si sta rapidamente estendendo anche ad altri comuni della Costa Chica i cui abitanti sono esausti dell’alto tasso di criminalità che non consente loro una vita dignitosa.

I criminali sottoposti a giudizio non sono solo i membri dei cartelli della droga ma anche uomini delle forze dell’ordine statali, spesso indagati per abusi di potere e violazioni dei diritti umani. Il leader dell’Upoeg, Bruno Placido Valerio, ha chiesto addirittura il ritiro dell’esercito federale dal comune di Ayutla e dalle zone circostanti. Valerio ha assicurato che la polizia comunitaria è già attiva in più di cento comunità di Guerrero, con un numero di membri superiore alle 100 unità capaci di garantire uno standard di sicurezza adeguato.

Il diritto di queste comunità di organizzare forme di autodifesa, per il momento tollerato dalle autorità, non è riconosciuto legalmente. Il governo messicano vuole evitare che i tribunali popolari sottraggano allo Stato un potere fondamentale come quello giudiziario. Secondo Renè Ornelas, ricercatore della Universidad nacional autonoma de Mexico, “per risolvere il problema della sicurezza in Messico è necessario eliminare la sfiducia verso istituzioni e forze dell’ordine ed epurare dalla politica la crescente presenza del crimine organizzato”. Un compito che spetterà al neoletto presidente Pena Nieto, dopo la gestione di ferro in tema di sicurezza del suo predecessore Felipe Calderòn.

Calderòn ha applicato alla lettera i principi della famigerata war on drugs, ingaggiando una lotta senza quartiere contro il narcotraffico e dando la caccia ai cabecillas dei cartelli messicani della droga. Una politica che ha portato alla cattura dei criminali messicani più pericolosi – l’ultimo in ordine di tempo è stato il fondatore del cartello dei Los Zetas, El Lazca – ma che ha lasciato una lunga scia di sangue. Dal 2006 e 2012 si contano circa 60.000 morti, vittime della guerra tra cartelli della droga o degli scontri con i militari.

Secondo un’indagine della Ong World Justice Project (Wjp), la giustizia penale, quella civile e lo Stato della sicurezza in Messico sono tra le peggiori del mondo. Dei 97 paesi considerati, il Messico è al 91° posto per la qualità del suo sistema penale e dell’ordine pubblico e all’87° per quella del sistema civile. Tra i diciotto paesi latinoamericani analizzati dalla Wjp, solo il Venezuela ha fatto peggio mentre Cile e Uruguay hanno ottenuto migliori risultati. Più del 50% dei detenuti delle carceri messicane scontano pene per reati di lieve entità e la maggioranza appartiene alle classi più povere della popolazione. L’impunità dei colletti bianchi è diffusa e le forze dell’ordine tendono a trascurare delitti di particolare efferatezza come omicidi, sequestri e stupri.

Anche i dati sulla corruzione non sono confortanti: il Messico si posiziona al 74° nella classifica dei paesi più corrotti del mondo. Il fenomeno della corruzione non risparmia nessuno, dal mondo politico alle forze armate, ed è aggravato dall’impunità diffusa di cui godono i colpevoli.Il problema endemico della giustizia messicana è la debolezza dei sistemi di indagine, la discriminazione continua contro le minoranze, la corruzione diffusa tra i giudici e i pubblici ufficiali e la violazioni del diritto al giusto processo degli imputati.

Per il momento il caso di Ayutla e dei tribunales del pueblo resta in sospeso. Il governatore di Guerrero, Angel Aguirre Rivero, ha presentato un progetto di legge federale ancora da discutere che prevede la creazione della Comisiòn para la paz de desarollo de los pueblos indigenas, un organo che dovrebbe regolare l’attività della polizia comunitaria e impedire che si celebrino processi per delitti non previsti dalla legge federale messicana. La politica nazionale si divide tra chi tollera l’esistenza della giustizia popolare e chi è preoccupato per un fenomeno che potrebbe interessare altri Stati del Messico e delegittimare completamente lo Stato. “Se non si abbatte la povertà, il caso di Ayutla potrebbe avere altri emuli” ha precisato il governatore Aguirre.

La Commissiona nazionale dei diritti umani messicana (Cndu) ha definito intollerabile l’esistenza di organi di autodifesa parastatale e ha aperto un’indagine sull’operato dei tribunali popolari e su eventuali omissioni delle autorità federali. Con un comunicato ufficiale, la Commissione ha sottolineato che l’articolo 17 della Costituzione messicana stabilisce che nessuno può farsi giustizia da solo né esercitare violenza per far valere i propri diritti. Una norma che i cittadini dello stato di Guerrero non sono più intenzionati a rispettare.

COMUNICAZIONE IMPORTANTE PER I SOVRANI

1. INVITIAMO TUTTI I SOVRANI, che hanno già inserito la propria adesione sul form di questo sito per ricoprire le varie cariche degli Istituti del Tribunale e della Guardia Popolare, a voler ricompilare il form se intendono anche candidarsi alle cariche del Collegio Direttivo. Ci scusiamo per l’inconveniente ma questo piccolo impegno da parte vostra consentirà di gestire al meglio le fasi successive da parte degli attuali incaricati. All’inizio qualche svista è sempre da mettere in conto!

2. IL SOVRANO CHE INTENDE avviare il Tribunale nella propria città, può farne richiesta scritta contattando la Sede del Tribunale di Oristano (OR), all’indirizzo e-mail segretario.corte@ariki.org o per posta ordinaria all’indirizzo di C.so Umberto 69 della medesima Città (C.A.P. 09170), allegando formale richiesta firmata da tre Sovrani dichiarati, allegando una copia della Dichiarazione di Sovranità di ciascun firmatario.

Ringraziamo tutti per la gentile collaborazione.

Il Collegio Direttivo

Dichiarazione di Sovranità Individuale

In questo articolo trovate, in calce, i link per poter scaricare tutti i Moduli per la Dichiarazione di Sovranità Individuale, necessaria, dopo la procedura di notifica, per aderire al Tribunale Popolare, in qualità di Giurato di Corte e/o alla Guardia Popolare, o ancora in qualità di Giudice (la dichiarazione non è necessaria per la sola funzione di Giudice). Le copie necessarie sono indicate all’inizio di ogni link, di cui una è per uso personale. In ultimo trovate le istruzioni di compilazione. Passato il termine di scadenza e ricevute indietro le cartoline di ritorno, sempre su questo sito, potete iscrivervi alle varie figure previste, compilando il relativo form, il cui accesso è sulla colonna di destra di questa pagina. Chi volesse anche i documenti e le targhe Sovrane può farne richiesta tramite la e-mail documenti.rsg@libero.it

2 copie Lettera di accompagnamento Dichiarazione

4 copie Dichiarazione di Sovranità Individuale

2 copie Declaration of Individual Sovereignty

2 copie Atto sostitutivo di Notorietà in bianco

Istruzioni compilazione

Costituzione degli Istituti del Tribunale Popolare e della Guardia Popolare.

Il 17 gennaio 2015 sono nati gli Istituti del Tribunale Popolare e della Guardia Popolare, con sede a Oristano. La funzione della Corte, che opera secondo la Legge Naturale e la Legge Comune, è quella di giudizio nei confronti di tutte quelle persone che compiono condizioni di schiavitù, perpetrata sotto qualsiasi forma, nei confronti di propri consimili, di giudizio nei confronti di quanti operano forme di tradimento nei confronti del Popolo, di giudizio su quanti attentano alla salute e al benessere dell’Umanità e di tutte le forme viventi, di giudizio su quanti continuano ad adoperarsi nell’applicazione di norme aziendali della preclusa e pignorata Italia Repubblica S.p.A., di giudizio in casi di controversie portate all’attenzione della Corte, ecc.
Le attività sono coordinate, esclusivamente in veste di moderatori, da Giudici di Pace e giudici o avvocati non più praticanti o da individui sovrani particolarmente versati nel Diritto.
Invitiamo tutti i Sovrani dichiarati a partecipare alle attività istitutive, fornendo la propria disponibilità per ricoprire i relativi incarichi, iscrivendosi su questo sito. Sono gradite le partecipazioni delle figure professionali sopra indicate.

Le Guardie Popolari informano e denunciano quanto segue: Ordine di infierire sugli individui che hanno dichiarato la propria Sovranità.

Oggi un conoscente mi ha riferito che è venuto a conoscenza, tramite un agente di polizia, che gli operatori di pubblica sicurezza hanno ricevuto ordini verbali dai diretti superiori di infierire sugli individui che hanno dichiarato la propria Sovranità. Questi ordini verbali lasciano il tempo che trovano, in quanto non supportati da alcuna norma, tanto meno da una Legge, e per Legge intendo quella vera ossia, quella Naturale e Comune. D’altronde non potrebbe essere altrimenti. Quindi mi riferisco agli operatori di sicurezza, attenzione a quello che fate, perché ne risponderete personalmente, non solo davanti alla Legge ma anche davanti al creato e alla sua giustizia, il karma che ne deriverebbe per voi sarebbe pesantissimo, piuttosto, se qualche superiore tenta di imporvi delle azioni illegittime chiedete loro di porvi gli ordini per iscritto, così da assumersi la responsabilità di ciò che ordina. Certa gentaglia non vuole perdere i privilegi che ha ottenuto abusando nel tempo del proprio potere assunto con la furbizia e l’inganno. Inoltre, vi faccio presente che, seppur in ritardo, quando il giudizio e l’azione del popolo arriverà, sarà implacabile, per cui riflettete bene su ciò che fate e decidete sin da ora da che parte stare, se da quella del potere o da quella del Popolo di cui siete parte integrante. Sappiate, inoltre, che molti dei vostri colleghi sono già dalla nostra parte e non potrebbe essere altrimenti, dato che come molti altri cittadini non riescono più a campare la propria famiglia o si trovano con vessazioni di ogni genere da parte di quello stesso sistema che pensano di servire, con vessazioni di ogni sorta, perché il sistema non guarda in faccia a nessuno. Informatevi non rimanete nell’ignoranza. Grazie a questa il potere vi ha sempre manovrato come burattini. Andate a verificare cosa fa di voi quando non gli servite più. Vi hanno preso a calci nel sedere sin dal giorno dell’arruolamento e arrivano anche a eliminarvi fisicamente se questo è il loro volere, vedasi la morte del carabiniere Luis Miguel Chiasso e di molti altri prima di lui. Perciò svegliatevi, qui si combatte anche per il vostro futuro di libertà e giustizia.

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Se non abbiamo Corti fondate e gestite dal popolo…

“…piuttosto che dai Giudici corruttibili, allora non avremo Repubblica … . La nostra Costituzione e la nostra Nazione crescerà o decrescerà a seconda dell’indipendenza dei nostri tribunali.”

John Hancock (1777), uno dei padri fondatori della Repubblica americana.

Il Diritto è una forzatura! Trattasi di un’antica arte occulta, di stampo satanico, proveniente da una delle Gilde formate dalla Famiglia Medici nel XIII Secolo, i cui rappresentanti odierni (magistrati) non sono altro che i discendenti dell’inquisizione cattolica romana, sotto mentite spoglie, in una rivisitazione moderna per meglio mimetizzarsi, in veste di amministratori dei confessionari (confessione e penitenza = giudizio e condanna). Le vesti nere, indossate dai giudici, rappresentano il culto satanico di Baal, anche conosciuto come Saturno o Satana, per gli occultisti il pianeta delle prove e il dio degli inferi.

I cinque anni di studi presso le Università italiane, per lo più gestite dalla massoneria, rappresentano l’indottrinamento e il condizionamento dei laureandi in giurisprudenza, ai quali viene effettuato il lavaggio del cervello per iniziarli all’arte occulta del diritto, che si configura con l’atto finale del diploma di Laurea, vero e proprio rito iniziatico di loggia. Difatti, l’arte del Diritto è riservata a pochi conoscitori di tale culto, precluso alla massa.

Dulcis in fundo, i Tribunali non sono organismi appartenenti alla Pubblica Amministrazione ma enti di diritto privato, che nulla hanno a che vedere con lo Stato, così come anche i loro impiegati. Gli avvocati, come i magistrati, sono iscritti a Ordini annessi a Società di gestione con sede negli Stati Uniti d’America, Paese della quale l’azienda Italia Repubblica S.p.A. risulta esserne ramo aziendale con relativi annessi e connessi. Il giuramento dei magistrati e degli avvocati non ha alcun valore giuridico, in quanto diretto all’azienda Italia Repubblica S.p.A. e al suo Direttore ossia, il Presidente della Repubblica, e come ogni buona azienda l’Italia stila, ogni anno, il proprio bilancio finanziario.

Oggigiorno i giudici possono essere ricusati dal Popolo in ogni loro provvedimento perché vi è la presenza di un interesse proprio, dato dallo scopo di ottenere la retribuzione e non dal più elevato fine di giustizia. Inoltre, anche nel momento in cui cadono in disonore cioè, ogni qual volta interagiscono con un individuo trattandolo, con l’inganno, da soggetto giuridico (nome legale anagrafico) e non da essere umano quindi, individuo fisico in carne, sangue, spirito e anima.

Con questa iniziativa quindi, abbiamo dato corso alla realizzazione del primo Tribunale Popolare nella Penisola Italica e in particolare nell’Isola di Sardegna, dove la sede è prevista nella cittadina di Oristano, in apposita zona centrale per motivi strategici.

In questa prima fase organizzativa stiamo, tra le altre cose, aprendo le candidature dei giurati che dovranno essere, uomini o donne, rigorosamente Sovrani dichiarati, di età non inferiore ai sedici anni. Il limite di ¼ rivolto ai professionisti del Diritto Positivo è stato rimosso, purché anch’essi Sovrani dichiarati, perché l’investitura sarà assegnata tramite estrazione per ogni udienza.

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Il punto fondamentale della questione è quello di stabilire una giuria a conduzione “Common Law” per impedire la manipolazione della legge e della giustizia da parte di soggetti non responsabili o con interessi di parte.

I primi princìpi della “Common Law” stabiliscono la legittimità generale e la legalità. Questo valido sistema genera tribunali con il potere di proteggere il popolo nel suo insieme per perseguire e incriminare le persone e le istituzioni che minacciano la comunità e per realizzare non solo un giudizio sulle loro persecuzioni, ma per stabilire un nuovo assetto politico e spirituale per annullare i sistemi responsabili di crimini intergenerazionali contro l’umanità.

Questa opportunità fornisce gli strumenti e la formazione per quelli che desiderano passare dalle parole ai fatti, contro la tirannia aziendale globale e tutti i suoi complici.

Facciamo parte di un crescente movimento per la creazione di una nuova società libera all’interno del guscio del vecchio paradigma, che consentirà alla Legge di agire tramite tutti gli individui e non a una cricca di specialisti giudiziari e dei loro amici. Questa nuova società sta emergendo in ogni atto di coraggio e integrità grazie a noi che sappiamo qual è la posta in gioco, per i nostri figli e il futuro della nostra specie.

“L’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene”.

Questo fatto è cambiato poco nel corso dei secoli. Ma le catene dell’oppressione su gran parte della nostra specie sono state forgiate attraverso le armi della violenza e dell’ignoranza, e possono essere annullate.

Molto prima che i governanti influenzassero l’umanità, uomini e donne, coi loro usi, consuetudini e norme, stabilivano tra di loro i rapporti, al fine di garantire la pace e la libertà, come libere persone autonome. Si era fatto in modo che da un riconoscimento intrinseco di un diritto naturale di uguaglianza o di una legge divina, nessuno potesse avere il diritto di dominare sugli altri, di cogliere più della creazione di un altro, o di possedere una determinata parte del mondo rispetto a tutte le altre persone.

È il Principio della creazione divina che ogni bambino che nasce è dotato di libertà inalienabili che nessuna autorità, legge, governo o religione possono diminuire o abolire. Qualsiasi potere che tenta di farlo è tirannico e illegittimo, anche se funziona secondo le sue leggi. Tale tirannia è una negazione dell’ordine naturale e un attacco alla divinità e all’umanità.

Due grandi principi riassumono questa legge naturale:

Tutte le cose esistono e sono tenute in comune. Con lo stato di natura, nessuno ha più pretese per la terra di un altro, come notato da uno dei fondatori del diritto moderno, Thomas Hobbes:

“Ho dimostrato in primo luogo, che allo stato naturale degli uomini (che stato si può correttamente chiamare lo stato di natura), tutti gli uomini abbiano uguale diritto a tutte le cose” (Leviathan, 1651);

La legge non fa male a nessuno. (Actus Regis Nemini Facit Injuriam) derivanti dai Dieci Comandamenti e la legge di Dio per non fare del male al prossimo, questo principio costituisce la base del diritto moderno.

John Stuart Mill articola questo principio in On Liberty, dove sostiene che, “L’unico scopo per cui il potere può essere legittimamente esercitato su qualsiasi membro di una comunità civilizzata, contro la sua volontà, è quello di evitare che causi un danno ad altri” (1869).

Un’idea equivalente è stata in precedenza affermata nella Dichiarazione francese dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 come “La libertà consiste nella libertà di fare tutto ciò che non nuoce nessun altro; quindi l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo non ha limiti se non quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento degli stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla legge

Questa legge naturale esiste per mantenere la pace naturale e l’equità tra le persone e il loro scudo e protezione contro il dominio ingiusto, piuttosto che una forza su di loro. All’interno delle antiche tradizioni delle comunità tribali, soprattutto nel mondo anglosassone, questa legge si è evoluta in quello che divenne noto come la consuetudine “Common Law” o la legge della Terra. Ha forti echi nei costumi dei popoli indigeni di tutto il mondo.

Ecco una sintesi di base della natura della vera “Common Law” contro la legge arbitraria.

Libertà Naturale e Base di Giustizia comuni: Principi fondamentali

1. ogni uomo, donna e bambino nasce ed è per natura libero, uguale e sovrano, e possiede una conoscenza intrinseca di ciò che è vero e giusto. Di conseguenza, nessuno può essere subordinato ad un altro o a qualsiasi autorità esterna, dal momento che la saggezza intrinseca di ogni persona e di libertà li rende creazioni complete e sufficienti in sé, all’interno di una più ampia comunità di eguali;

2. tale sovranità personale è un riflesso della legge naturale più vasta, per cui tutta la vita per natura è indivisibile e messa in comune per la sopravvivenza e la felicità di tutti. In ogni società giusta, questa comunanza dota tutte le persone del diritto inalienabile di stabilire tra loro il proprio governo, e difendersi contro ogni tirannia o violenza, compresa quella inflitta da autorità esterne. Qualsiasi autorità che governa ingiustamente e arbitrariamente, senza il consenso libero e globale del popolo, ha perso il suo diritto a governare e può essere legittimamente rovesciata. “governo ingiusto non è il governo, ma la tirannia” (Platone);

3. la presente legge naturale comporta consuetudine di diritto comune il cui scopo è quello di proteggere le libertà inerenti la sovranità di uomini e donne in una comunità, mantenendo l’equità e la pace tra di loro. La Common Law deriva la sua autorità dal popolo stesso, e dalla capacità delle persone di sapere ciò che è giusto e di giudicare giusto o sbagliato per loro stessi. Questa capacità è espressa in un sistema di giuria di dodici persone liberamente scelte, che sono il giudice ultimo e l’autorità in base alla legge comune e dei suoi tribunali;

4. storicamente, la Common Law è sorta in Inghilterra dopo la conquista normanna dell’11° secolo come baluardo a difesa del popolo contro il dominio arbitrario di élite autoproclamate, in particolare monarchi e papi. L’autorità di queste élite è di derivazione innaturale, dalla guerra, dalla conquista violenta e il furto della terra, piuttosto che, alla sua base, dal consenso della comunità e dalla legge divina della pace e dell’uguaglianza. Questa regola elitaria è sorta più forte durante l’Impero Romano e il suo discendente, la Chiesa di Roma, sotto la cui credenza di “dio” è divenuta una dominatrice e conquistatrice “domine“, e tutte le persone sono “soggette” al Papa;

5. tale regola basata sulla conquista delle élite papali e regali ha dato luogo a un sistema giuridico chiamato Civile o Diritto Romano, con la convinzione che gli uomini e le donne non sono dotati della capacità di autogoverno e di saggezza. Ogni legge e autorità deriva quindi dall’esterno, da statuti ideati e imposti da un ordinamento, sia esso un Papa, un monarca o un governo. Questo sistema sviluppato dalla filosofia aristotelica e dal diritto di proprietà romano in cui la creazione è divisa e gli esseri umani sono trattati come beni mobili e questi beni di proprietà di altri, e sono quindi privi di libertà inerenti. La gente è così, in tutti i sensi, schiava, tagliata fuori dal mondo e data liberamente e comunemente a terzi. Questo sistema schiavistico classifica e categorizza tutte le persone, e le finanze limitato le “libertà” (freithoms, o privilegi di schiavi) che vengono definiti e limitati attraverso statuti emanati dai governanti;

6. le leggi comune e civile (romana) sono quindi fondamentalmente contrarie e sono in guerra tra loro. Esse non possono essere riconciliate, dal momento che derivano da due completamente diverse nozioni di umanità e di giustizia: la Common Law conosce la vita come un dono gratuito dato ugualmente a tutti, mentre sotto di diritto civile, la vita è un privilegio condizionale, e l’umanità è una popolazione gestita sotto schiavitù. Di conseguenza, i governi operano in pratica secondo il (statuto) Diritto civile e denigrano o ignorano la Common Law del tutto attraverso la regola dei tribunali e giudici denominati oscuri;

7. la forma più estrema di base dell’élite del Diritto Romano civile è quella che viene chiamata papale o diritto canonico, che definisce la Chiesa di Roma come unica autorità legittima in terra a cui tutte le altre leggi, le persone e i governi, sono subordinate. Il diritto canonico è autonomo e completamente irresponsabile verso chiunque, tranne se stesso. Dietro la facciata della retorica cristiana, si nasconde il cattolicesimo quale culto neo-pagano in base al sistema dell’imperatore e del culto romano della fine del 3° secolo, conosciuto come “Sol Invictus”, in cui il titolo di sovrano “Dio e Master” (Deus et Dominus) governa il cielo e la terra: in particolare, il Papa. Questo culto tirannico non ha sorprendentemente causato meno di altri la guerra, il genocidio, la conquista e l’omicidio di qualsiasi potere nella storia umana, e continua a costituire singolarmente la più grande minaccia per la Common Law e la libertà umana;

8. la Chiesa di Roma è stata la prima ed è la società più antica del nostro pianeta: un soggetto giuridico progettato per la protezione dei tiranni, che annulla la responsabilità individuale e la responsabilità delle élites per qualsiasi crimine o conquista che commettono. Da Roma e il Vaticano incluso è diffuso il contagio che minaccia ora di distruggere il nostro pianeta e la nostra vita, come inspiegabile oligarchia aziendale sovvertitrice ovunque della libertà e la salute del nostro pianeta subordinando tutta la vita al profitto e al potere;

9. in questo momento di conquista monopolistica e la sua sottomissione dell’umanità, un contro-movimento sta sorgendo per riaffermare il proposito divino e il suo funzionamento attraverso la Legge Comune, e per ripristinare la terra e l’umanità al loro essere naturale come un corpo unico. Questo movimento viene predetto biblicamente e nella profezia, come il momento in cui tutte le persone sono tornate alla loro uguaglianza naturale, priva di tutte le divisioni, i privilegi e l’oppressione, per vivere in armonia con il creato e l’un l’altro;

10. questa restaurazione dell’umanità è uno scopo divino, e comincia attivamente delegittimando tutte le autorità e le istituzioni derivanti dal diritto civile romano esistente, e la loro sostituzione con una nuova amministrazione della giurisdizione in Common Law. La creazione di tale nuova autorità di legge naturale tra una umanità liberata è lo scopo fondamentale dei Tribunale comuni.

La verità è che nella vita di tutti i giorni, le persone in tutto il mondo utilizzano e si basano sulla Common Law nel vivere e lavorare insieme. È semplicemente il modo intrinseco in cui le persone conducono i loro affari insieme. Paragonarlo alle radici che legano le comunità umane insieme incondizionatamente per sostenere la vita, la dignità e il benessere di ogni uomo, donna e bambino. Queste radici sono particolarmente necessarie e fondamentali di fronte a poteri tirannici che cercano di sovvertire tale libertà naturale.

Le associazioni Common Law garantiscono consolidato rispetto e protezione reciproci contro la minaccia permanente e gli arbitrari sforzi dei governanti per sfruttare gli uomini e le donne nella disposizione innaturale e piramidale nota come lo Stato. Ecco perché ogni governo e religione cerca di annullare la Common Law con la propria autorità e i propri statuti, al fine di ridurre ovunque i popoli liberi allo status di regime di schiavi, fiscalmente obbedienti, pagando retribuzioni che servono una cricca dominante.

Estendere il nostro regno di diritto comune, quotidianamente, in tutti i settori della vita, significa sfidare la regola arbitraria di quelle cricche, e di tutti i regimi di livello statale. Ma il fatto stesso che sia la nostra Legge, della stragrande maggioranza dell’umanità, significa che ha solo bisogno di essere costantemente praticata da un numero sufficiente di noi perché l’autorità arbitraria incominci a sgretolarsi.

Usiamo la Common Law, semplicemente utilizzando e basandosi su di essa, in tutte le sfere della vita. E questo significa, in primo luogo, attraverso il funzionamento dei Tribunali comuni competenti, definizione assoluta e definitiva su ogni aspetto della nostra vita e delle comunità.

Oggi è nato il sito del Tribunale Popolare della Legge Naturale e Comune.




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