Le Guardie Popolari informano e denunciano quanto segue: Ordine di infierire sugli individui che hanno dichiarato la propria Sovranità.

Oggi un conoscente mi ha riferito che è venuto a conoscenza, tramite un agente di polizia, che gli operatori di pubblica sicurezza hanno ricevuto ordini verbali dai diretti superiori di infierire sugli individui che hanno dichiarato la propria Sovranità. Questi ordini verbali lasciano il tempo che trovano, in quanto non supportati da alcuna norma, tanto meno da una Legge, e per Legge intendo quella vera ossia, quella Naturale e Comune. D’altronde non potrebbe essere altrimenti. Quindi mi riferisco agli operatori di sicurezza, attenzione a quello che fate, perché ne risponderete personalmente, non solo davanti alla Legge ma anche davanti al creato e alla sua giustizia, il karma che ne deriverebbe per voi sarebbe pesantissimo, piuttosto, se qualche superiore tenta di imporvi delle azioni illegittime chiedete loro di porvi gli ordini per iscritto, così da assumersi la responsabilità di ciò che ordina. Certa gentaglia non vuole perdere i privilegi che ha ottenuto abusando nel tempo del proprio potere assunto con la furbizia e l’inganno. Inoltre, vi faccio presente che, seppur in ritardo, quando il giudizio e l’azione del popolo arriverà, sarà implacabile, per cui riflettete bene su ciò che fate e decidete sin da ora da che parte stare, se da quella del potere o da quella del Popolo di cui siete parte integrante. Sappiate, inoltre, che molti dei vostri colleghi sono già dalla nostra parte e non potrebbe essere altrimenti, dato che come molti altri cittadini non riescono più a campare la propria famiglia o si trovano con vessazioni di ogni genere da parte di quello stesso sistema che pensano di servire, con vessazioni di ogni sorta, perché il sistema non guarda in faccia a nessuno. Informatevi non rimanete nell’ignoranza. Grazie a questa il potere vi ha sempre manovrato come burattini. Andate a verificare cosa fa di voi quando non gli servite più. Vi hanno preso a calci nel sedere sin dal giorno dell’arruolamento e arrivano anche a eliminarvi fisicamente se questo è il loro volere, vedasi la morte del carabiniere Luis Miguel Chiasso e di molti altri prima di lui. Perciò svegliatevi, qui si combatte anche per il vostro futuro di libertà e giustizia.

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Perché ho smesso di fare l’avvocato.

Lettera di Paolo Franceschetti.

Perché preferisco insegnare il diritto teorico, ovverosia un’utopia, piuttosto che praticarlo.

Perché per secoli la giustizia ha sempre condannato povera gente, contadini, schiavi, poveri, e mai i ricchi, i nobili, i potenti. E oggi non è diverso. A essere condannati sono ragazzi tossicodipendenti, contadini, spazzini, casalinghe, senzatetto, malati di mente, al massimo qualche studente. Mai politici, magistrati, architetti, avvocati, notai, agenti dei servizi segreti, poliziotti, carabinieri. Quelli, al massimo, si “suicidano”.

Perché mi hanno sempre offerto di più per non difendere alcuni clienti che per difenderli, ove normalmente non si ricava nulla.

Perché la stragrande maggioranza degli avvocati e dei magistrati il diritto non lo conosce. E in fondo fa bene, perché il diritto non viene mai applicato veramente.

Perché la difesa dei deboli non è mai stata possibile nei secoli scorsi, e non si poteva pensare che dopo millenni di soprusi il cambiamento di un sistema legislativo potesse comportare anche un cambiamento di mentalità.

Perché non ci sarà mai una vera giustizia finché non verrà applicato quell’articolo del codice deontologico secondo cui l’avvocato ha il dovere di dire la verità e di collaborare col giudice per la ricerca della verità, ma questo presuppone:
– che i magistrati cerchino la verità e non il proprio interesse, cosa allo stadio attuale dell’evoluzione umana impossibile;
– che gli avvocati non colludano col cliente che delinque.

Perché nessuno vuole che la giustizia funzioni veramente, e quindi ogni riforma non fa che peggiorare il sistema già traballante, in quanto tra le tante falle del sistema, si insinuano e camminano spediti i corrotti, i criminali, i favoriti.

Perché nelle cause più importanti ho sempre vinto dove avevo torto e perso dove avevo ragione.

Perché in Italia (ma anche all’estero) non c’è mai stato un vero processo per strage, o per un delitto grave, in cui si sia saputa la verità.

Perché le leggi sono fatte da chi commette i crimini più innominabili, e quindi sono già pensate in anticipo per mandare assolti i colpevoli.

Perché volevo fare l’avvocato per difendere i più deboli, ma poi ho scoperto che spesso il debole non vuole comunque essere difeso veramente e che la vittima spesso collude senza saperlo con il suo persecutore.

Perché molti avvocati sono molto più criminali dei criminali che difendono, e i giudici sono molto più criminali dei criminali che condannano.

Perché la situazione, oggi, non è diversa da quella descritta da Khalil Gibran un secolo fa; ma del resto è la stessa situazione che esisteva millenni fa.

Perché finché ogni giurista troverà normale che sia punito l’omicidio ma si possa andare in guerra a fare milioni morti, che sia punito il furto ma si possano depredare i cittadini di milioni di euro, nessun sistema giuridico potrà mai essere chiamato “giustizia”.

Perché se non cambia la società è inutile cambiare il diritto.

Fonte : http://paolofranceschetti.blogspot.it/2014/11/perche-ho-smesso-di-fare-lavvocato.html